UN
GOVERNO DEMOCRATICO EUROPEO
L'obbiettivo
strategico di RS è la costituzione di uno stato federale europeo, in quanto il
grado di interdipendenza raggiunto dai rapporti politici ed economici a livello
continentale rende indispensabile e possibile portare a compimento il processo
di integrazione europea, giunto ormai allo stadio cruciale della cessione della
sovranità monetaria e politica da parte degli Stati europei.
Il
Trattato di Maastricht ha fissato i tempi e le modalità per la realizzazione
della moneta europea, ma non ha risolto il problema del superamento del deficit
democratico dell'Unione europea.
L'Unione
monetaria rappresa un passo fondamentale per garantire la stabilità monetaria
in Europa, per arrestare la speculazione, per favorire una politica di
investimenti e dell'occupazione attraverso la riduzione dei tassi di interesse
e, infine, per consentire all'Europa, con una moneta forte almeno quanto il
dollaro, di assumere una posizione rilevante nel commercio e nella finanza
mondiali.
Ma
la politica monetaria è solo un aspetto della politica economica. E' quindi
anche indispensabile che l'Europa realizzi un efficace piano per affrontare le
sfide della disoccupazione tecnologica, dello sviluppo sostenibile e della lotta
contro la povertà nel mondo.
Il
progetto di Unione Politica Europea non solo garantirà agli europei il
controllo democratico sulle decisioni che li riguardano, ma costituirà la prova
più evidente che e' possibile superare la divisione dell'umanità in stati
sovrani. Il popolo europeo potrà così divenire il primo nucleo del popolo
mondiale in formazione.
UN
GOVERNO DEMOCRATICO MONDIALE
L’impegno per la creazione di un’Unione Politica Europea e' concepita dal RS nel quadro più vasto del processo di unificazione mondiale, in un’ottica di realizzazione della pace, della democrazia e di una appropriata politica di ridistribuzione dei redditi su scala internazionale. Infatti solo sotto l’egida di un “governo mondiale” sovrano, forte cioè di legittimità e di deleghe da parte degli Stati Sovrani, e in grado di far rispettare leggi comuni, si potrà garantire definitivamente la sicurezza di ogni popolo e di ogni individuo, la difesa dell'ambiente, il controllo della speculazione finanziaria su scala mondiale e lo sviluppo dei paesi arretrati.
RS
PROPONE :
Sul
Piano Istituzionale :
1)
votazione per la Camera del Senato su base uninominale a turno unico.
Diminuzione del numero dei senatori e riduzione dei compiti dell’assemblea
ad attività di ratifica e controllo sull’operato della Camera dei
Deputati.
2)
votazione per la Camera dei Deputati su base proporzionale con clausola
dello sbarramento all’ingresso: soglia minima prefissata del 4,5% e premio
alla lista di maggioranza relativa
3)
Riforma del CNEL: potenziamento dei compiti
(principalmente dei poteri di iniziativa legislativa) e adozione
di regole più trasparenti e democratiche nella nomina dei membri stessi
(tutto ciò risponde alla necessità di rappresentate le categorie del
mondo della produzione e del lavoro nell’ambito delle decisioni legislative).
4)
Repubblica presidenziale. Elezione del Presidente a suffragio
universale(modello francese) ;
5)
Riduzione dei privilegi dei parlamentari ;
Sul
Piano Economico e occupazionale
:
Il Lavoro è lo strumento per promuovere materialmente il primato della persona: pertanto RS si propone la realizzazione dello Stato Nazionale del Lavoro, quale mezzo per il raggiungimento dei più vasti traguardi di giustizia sociale e di elevazione umana.
·
Partecipazione dei
lavoratori agli utili delle aziende ;
·
Sgravi fiscali sugli
utili d’esercizio delle imprese utilizzati per nuovi investimenti produttivi
(incentivi fiscali ulteriori per gli investimenti che creano nuovi posti di
lavoro);
·
Borse di studio per il
periodo di apprendistato dei giovani (regime previdenziario e fiscale
agevolato);
·
Aumento degli
stanziamenti destinati ai Fondi e agli Strumenti finalizzati allo sviluppo
dell’imprenditoria locale;
Sul
Piano della Politica Estera :
1)
Promozione dell’Unione Politica Europea e rafforzamento del ruolo del
Parlamento Europeo;
2)
Rafforzamento della politica europea di Cooperazione e Sicurezza ;
3)
Creazione di un esercito comune europeo e conseguente ridefinizione degli
impegni con la
4)
Difesa dei popoli oppressi e impegno nella salvaguardia del diritto ad avere una
patria
5)
Cancellazione del debito dei paesi poveri e promozione alla creazione di
un’agenzia intergovernativa di sviluppo. Tale Agenzia dovrà avere anche
l’incarico di gestire nuovi fondi internazionali a favore di progetti
finalizzati allo sviluppo di forme di commercio equo-solidale e di progetti di
sviluppo sostenibile.
Sul
Piano dell'Ordine Pubblico :
1)
Misure più severe nella lotta alla microcriminalità e al contrabbando ;
2)
Sanzioni e pene più severe per chi commette reati sui minori;
3)
Promuovere, a livello di Unione Europea, regole comuni per fronteggiare
l’immigrazione
Sul
Piano della Politica Ambientale:
1)
Leggi più severe in materia di inquinamento e tutela ambientale ;
2)
Attuazione definitiva della legge quadro sulle nuove aree da destinare a Parchi
Nazionali;
3)
Promozione e valorizzazione di figure professionali ambientali e dei lavori
“verdi” (guide
ambientali, accompagnatori, imprenditori impegnati nel settore
dell’agriturismo e
dell’agricoltura biologica, ecc..);
4)
Monitoraggio sistematico del territorio e lotta più severa contro la
speculazione edilizia.
LA
RIFORMA ELETTORALE: DAL DIBATTITO ATTUALE ALLA PROPOSTA DEL MOVIMENTO
Il
vivace dibattito in corso sul futuro della legge elettorale evidenzia una
diffusa insoddisfazione delle forze politiche maggioritarie e proporzionaliste,
preoccupate, le prime, di garantire la governabilità attraverso un monopolio
bipolare e, le seconde, di perdere la rappresentanza parlamentare e quindi la
specificità di quanto emerge dalla consultazione popolare. Pur riconoscendo che
il problema della governabilità sia prioritario,
non si possono sottovalutare le ragioni di chi sostiene la necessità
della più ampia rappresentatività democratica nei due rami del Parlamento,
sedi naturali delle scelte di politica nazionale. La negazione di tale diritto
ed il consolidamento del maggioritario è in contrasto con i principi della
Democrazia, in quanto instaura un monopolio dei Poli e privando di fatto gran
parte dei cittadini delle garanzie previste dalla Costituzione all'art.3 (pari
dignità politica), all'art.48 (uguaglianza del voto) ,
all'art.49 (diritto di concorrere a determinare la politica nazionale).
Infatti,
come elettorato passivo, il sistema maggioritario non permette al cittadino di
scegliere il candidato tra una ragionevole rosa di nomi. Con il sistema
maggioritario in ogni circoscrizione elettorale, ad ogni liste è collegato un
solo candidato già scelto precedentemente nel corso di accordi politici tra i
partiti che si presentano sotto uno stesso schieramento. Questa modalità non
solo limita il potere di scelta del cittadino, ma impoverisce il dibattito
politico. Infatti, mancando la possibilità di scelta all’interno di una rosa
di nomi appartenenti alla lista verso la quale ci si è indirizzati, viene meno
la competizione tra candidati della stessa lista.
Come
elettorato attivo, il sistema maggioritario rende troppo oneroso ad eventuali
nuove piccole liste composte da semplici cittadini di emergere, a meno che non
ci siano dietro forti finanziatori. Un sistema uninominale secco (ma anche il
doppio turno) sfavorisce chi non ha una struttura e specialmente i mezzi
finanziari idonei al raggiungimento, partendo da zero, della maggioranza
relativa in almeno una delle circoscrizione elettorali.
Inoltre,
più in generale, con il maggioritario si potrebbe in teoria presentare il caso
che un partito, con il 15-20% di preferenze distribuito omogeneamente su tutto
il territorio nazionale ma non particolarmente forte in alcuna circoscrizione
elettorale, potrebbe non vedersi rappresentato in Parlamento.
La scelta tra le due poste in campo non è facile, anche per la mancanza di controproposte adeguate. Il progetto di riforma elettorale del Movimento prevede una valida risposta alle esigenze di tutti i partiti e dei cittadini. E' un sistema molto semplice: assegnazione dei Deputati su base proporzionale con clausola dello sbarramento all’ingresso sotto una soglia minima prefissata (4,5%) e premio alla lista di maggioranza relativa. Questo criterio, peraltro già utilizzato in Germania, è in grado di garantire allo stesso tempo governabilità ed ampia rappresentatività parlamentare, e di soddisfare nel contempo le necessità avanzate dai sostenitori sia del metodo maggioritario che proporzionale.
RS
promuove il sistema PROPORZIONALE CORRETTO che, pur assegnando proporzionalmente
i seggi, prevede un PREMIO DI MAGGIORANZA al partito o coalizione vincente per
numero di voti. La proposta riassuma in se il seguente innegabile vantaggio:
garantire la governabilità della nazione.